I Percorsi / 10 MOMENTI FONDAMENTALI DELLA STORIA DELLA SALVEZZA

2. IL SACRIFICIO DI ISACCO

2. IL SACRIFICIO DI ISACCO

IL SACRIFICIO DI ISACCO

'Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito' (Gen 22,12)

'Cumò o sai che tu às teme di Diu, che no tu mi às rifudât nancje to fî' (Gjen 22,12)

 

(Dalla Bibbia i brani di riferimento dell’opera realizzata dalla Scuola Mosaicisti del Friuli ed, in breve, il commento/spiegazione di Paolo Orlando autore dei bozzetti. Foto: ULDERICA DA POZZO)

 

Gen 22,9-18

            Giunti al luogo che Dio gli aveva indicato, Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

            Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!". L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".

            Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede". Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse:

            "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".

         

Gjen 22,9-18

            Rivâts tal lûc che Diu j veve mostrât, Abram al fasè l'altâr e al intassà i lens, po al leà so fî e lu metè sul altâr, parsore dai lens. Abram al slungjà la man e al cjolè il curtìs par sacrificâ il fî.

            Ma l'agnul dal Signôr lu clamà dal cîl e j disè: «Abram! Abram!». J rispuindè: «O soi chi!». Dissal l'agnul: «No sta slungjâ la man cuintri dal to frut! No sta fâj dal mâl! Cumò o sai che tu às teme di Diu: che no tu mi às rifudât nancje to fî, che tu vevis dome chel».

            Alore Abram al alçà i vôi e al viodè un roc ch'al jere restât impirât cui cuârs in tun sterp e Abram al lè a cjoli il roc e lu brusà sul altâr impen dal fî. Abram al clamà chel lûc «Diu al proviôt»; par chel ancje in dì di vuè si dîs: «Su la mont Diu al proviôt». L'agnul dal Signôr al clamà dal cîl Abram pe seconde volte e j disè:

            «Ti zuri sun me, sentence dal Signôr, midiant che tu às fat chest, che no tu mi às rifudât to fî, l'unic che tu vevis, jo ti colmarai di benedizions e o moltiplicarai la tô gjernassie come lis stelis dal cîl e come il savalon ch'al è su la rive dal mâr, e la tô gjernassie e rivarà a paronâ lis sitâts dai tiei nemîs. Pe tô gjernassie a saran benedîts ducj i popui de tiere, parceche tu às ubidît a la mê vôs».

 

 

            Abramo genera Isacco poiché è chiamato ad esserne il genitore, a divenire così capostipite degli Ebrei e padre di tutti i credenti. Abramo si affida a Dio, dal quale sa accogliere e al quale sa offrire il dono del figlio.

            Un figlio atteso quale compimento di una promessa, nato per miracolo, donato e sacrificato; come il Figlio di Dio, Gesù: nello stesso atteggiamento di sottomissione, con il legno del sacrificio sulle spalle.

            Al centro, quasi richiamando l'altura dell'Albero della Vita nella scena della Creazione, c’è l'altura con l'ariete impigliato nei rovi. La mano di Dio trattiene Abramo e gli indica l'ariete.

            Il luogo del sacrificio è preparato in modo simile ad un altare; e, mentre Isacco porta sulle spalle la legna, Abramo stringe con una mano la veste al petto e con l’altra il coltello.

 

 

 

Abramo si affida a Dio, al quale sa offrire il dono del figlio
Un figlio atteso quale compimento di una promessa, nato per miracolo, donato e sacrificato
Al centro l'altura con ariete impigliato nei rovi
La mano di Dio trattiene Abramo e gli indica l'ariete
Il luogo del sacrificio è preparato in modo simile all'altare
Il sacrificio di Isacco (Foto - Stefano Piazza)

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