I Percorsi / 10 MOMENTI FONDAMENTALI DELLA STORIA DELLA SALVEZZA

1. LA CREAZIONE

1. LA CREAZIONE

LA CREAZIONE

 

'Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza' (Gen 1,26)

'Fasìn l’om sul nestri stamp, che nus semei' (Gjen 1,26)

 

(Dalla Bibbia i brani di riferimento dell’opera realizzata dalla Scuola Mosaicisti del Friuli ed, in breve, il commento/spiegazione di Paolo Orlando autore dei bozzetti. Foto: ULDERICA DA POZZO)

 

Gen 1,26-31

            E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".

            Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra".

            Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

            A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

 

Gjen 1,26-31

              Podopo Diu al disè: «Fasìn l'om sul nestri stamp, che nus semei e ch'al fasi di paron sui pes dal mâr, sui ucei dal cîl, sul besteam, sui nemâi salvadis e su lis bestiis che si strissìnin par tiere».

              Diu al creà l'om sul so stamp, lu creà sul stamp di Diu, ju creà mascjo e femine. Alore Diu ju benedì disint: «Lait in amôr, moltiplicaisi jemplait la tiere; paronaile e faseit di parons sui pes dal mâr, sui ucei dal cîl e su ducj i nemâi che si strissìnin su la tiere».

              Diu al zontà: «Viodeit che us doi dutis lis jerbis cu la semence ch'a son su la tiere, ducj i pomârs ch'a fàsin pomis cu la semence intôr: a saran vuestre mangjative. A lis bestiis salvadiis, ai ucei dal cîl e a dut ce che si strissine su la tiere e ch'al à intorsi la vite, jo o doi par mangjative dut ce ch'al è vert» e cussì al sucedè. Diu al cjalà ce ch'al veve fat e al leve propit ben.

              E passà une sere e une buinore: seste sornade.

 

 

              Il Creatore ha le fattezze del Verbo, il Dio Figlio fatto uomo, immagine perfetta di Dio Padre. I due Angeli che lo accompagnano alludono alla Trinità, il cui amore si manifesta anche nell’atto della creazione. La comunione divina è proposta alla libertà dell’uomo - maschio e femmina, Adamo e Eva - e a tutte le creature.

              L'uomo e la donna sono rivolti contemporaneamente a Dio e l'uno verso l'altro: in un abbraccio un po' aperto, con il capo rivolto al Signore. Al centro della scena una piccola altura su cui sta l'Albero della Vita, lussureggiante.

              Di lato, dalla parte opposta dov’è Dio con gli angeli, alle spalle di Adamo ed Eva, un Albero minore, del bene e del male, con il serpente. Si riconoscono gli animali presenti in Carnia.

 

 

Il Creatore ha le fattezze del Verbo, il Dio Figlio fatto uomo, immagine perfetta di Dio Padre
L'uomo e la donna sono rivolti contemporanemente a Dio e l'uno verso l'atro
Al centro della scena una piccola altura in cui sta l'Albero della Vita
Alle spalle di Adamo ed Eva l'Albero del bene e del male
Si riconoscono gli animali presenti in Carnia
La creazione (Foto - Stefano Piazza)

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